giovedì 29 dicembre 2011

Antica Leggenda Beneventana

La leggenda narra che ,nelle antiche carceri della Rocca dei Rettori, vi era rinchiuso un condannato a morte e in attesa dell'esecuzione veniva nutrito
solo sporadicamente con pane e acqua.
La figlia , madre da pochi giorni, conoscendo l'innocenza del proprio genitore, ogni giorno si recava nei pressi del Castello, e poichè le inferriate della cella del padre stavano a livello di strada, essa si abbassava e lo nutriva con il latte del suo seno.
Sconvolta e disperata chiese udienza ai giudici; quando fu ricevuta chiese domanda di grazia, e vedendo i giudici restii, fece loro una proposta, gli avrebbe fatto un indovinello e se non avessero saputo rispondere il padre
doveva essere rimesso in libertà. I giudici convinti della propria sapienza accettarono. La donna, basandosi sulla sua esperienza personale, pronunciò queste parole:
                                       
Andevìne andevinatùre
figlie de Prìncepe 'e de dettùre;
l' ère fìglie 'e mò lè sò màmme,
tènghe 'nu figlie ch'è marìte 'a màmme.
 Indovinate chi è?

Naturalmente era il padre, che per il fatto che lei lo stava allattando al suo seno era diventato una sorta di figlio, e che comunque era il marito della mamma.
I giudici non seppero sciogliere l'indovinello e il condannato riacquistò la libertà e successivamente riuscì a dimostrare la sua innocenza.
E fino a poco tempo fa quando alle nostre nonne chiedevamo qualcosa che doveva restare segreto ci rispondevano : Andevìne andevinatùre.....