giovedì 5 gennaio 2012

Dedicato a tutti i nostalgici innamorati di un calcio che non c’è più


Noi che…finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa.
Noi che…costretti alla regola di”portieri volanti” o “chi si trova para”.
Noi che…l’ultimo che veniva scelto era destinato a giocare in porta.
Noi che…chi arriva prima a dieci ha vinto.
Noi che…quando faceva buio c’era sempre qualcuno che diceva “chi segna per ultimo vince”incurante del punteggio che magari era 27 a 1.
Noi che…abbiamo vissuto con terrore l’epoca delle “espadrillas” con le quali ai piedi non potevi giocare a pallone.
Noi che…il pallone di cuoio sapevamo come era fatto perché lo vedevamo in tv.
Noi che…capivamo il senso della seconda maglia solo quando in tv bianco e nero mandavano le immagini del derby Milan-Inter.
Noi che…il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa.
Noi che…anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era gol.
Noi che…al terzo corner era rigore.
Noi che…”siete dispari, posso giocare?”.
Noi che…conoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non vi era scritto il nome.
Noi che…una vita da mediano era già una filosofia di vita.
Noi che…il n° 1 era il portiere, 2 e 3 i terzini, 4 il mediano di spinta, 5 lo stopper, 6 il libero, 7 l’ala destra, 8 una mezz’ala, 9 il centravanti, 11 l’altra punta possibilmente mancina, 10 la mezz’ala con la fascia di capitano perché era inevitabilmente il più bravo.
Noi che…perché un giocatore entrasse in Nazionale doveva fare una trafila di 2 o 3 anni ad alto livello.
Noi che…gli stranieri, al massimo 2 per squadra , li conoscevamo tutti .
Noi che…dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino e quando aprivamo la bustina pregavamo per non trovare Piloni, il secondo portiere della Juve che non giocava mai una partita per colpa di Zoff.
Noi che…avevamo in simpatia Van de Korput per il nome e Bruscolotti perché sembrava più vecchio di nostro zio anziano.
Noi che…il calcio in tv lo guardavamo solo la Domenica e il Mercoledì.
Noi che…la Domenica alle 19,30 potevamo vedere un tempo di una partita di serie A.
Noi che…vivevamo in attesa di Novantesimo minuto e ci sentivamo protetti dalla figura paterna di Paolo Valenti, Necco da Napoli, Bubba da Genova, Giannini da Firenze, Vasino da Milano, Castellotti da Torino, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli e Stroppa col capello da riporto da Bari o Lecce.
Noi che…Ciotti “scusa Ameri clamoroso al Cibali”.
Noi che…alla Domenica sportiva potevamo vedere servizi della serie A, gol della serie B, Gran Premio, tennis, basket, e pallavolo senza doverci sorbire ore di chiacchere per vedere qualche gol.
Noi che…Galeazzi lo abbiamo visto magro.
Noi che…i gol li vedevamo anche senza il telefonino.
Noi che…oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo l’angolo speriamo sempre di incontrare gli amici di allora con il pallone in una busta di plastica.
Noi che…se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo.
Noi che…odiamo i conflitti soprattutto di interessi.
Noi che…i grandi procuratori e i grandi manager del gioco più bello del mondo non li abbiamo mai sopportati.
Noi che…in tempi corretti abbiamo visto vincere lo scudetto il Verona, il Napoli, la Roma e addirittura l’Inter.
E loro che…questo giocattolo ce lo hanno rotto.