domenica 28 agosto 2022

Fiori di Zucca (Ciurilli) con pastella cresiuta

 INGRDIENTI: 200 G. DI FARINA, MEZZO PEZZO DI LIEVITO, 15 FIORI DI ZUCCA (CIURILLI), SALE, OLIO DI OLIVA E PEPE.


PREPARAZIONE:TOGLIERE DAI FIORI DI ZUCCA IL PISTILLO, LAVARLI E RIPORLI SU UNO STROFINACCIO. NEL FRATTEMPO CHE I "CIURILLI" ASCIUGANO, PREPARARE LA PASTELLA CON LA FARINA, IL LIEVITO, SALE, PEPE E ACQUA QUANTO BASTA E MESCOLARE BENE FINO AD AVERE UN IMPASTO FLUIDO. FAR CRESCERE LA PASTELLA PER CIRCA UN' ORA.

UNA VOLTA CHE I FIORI DI ZUCCA RISULTANO ASCIUTTI IMMEGGERLI NELLA PASTELLA CRESCIUTA E POI CALARLI IN UNA PADELLA CON OLIO BOLLENTE,  FARLI DORARE DA AMBO I LATI A FUOCO VIVO. METTERE SOPRA UN PO' DI SALE, FARE ASSORBIRE L'OLIO E SERVIRE CALDI.

OTTIMI PER UN ANTIPASTO SFIZIOSO


giovedì 6 gennaio 2022

Pizza Ciònna(Gialla) e Mnestra come la faceva la Nonna

 




Ingredienti:

Per la Pizza:

1 litro d’acqua;

250 grammi di farina di mais per polenta (attenzione a non comprare la farina di polenta precotta).

Sale quanto basta e un cucchiaio di olio

Per la verdura:

1 kg di cime di rapa (foglie di broccoli) o cardilli (verdura spontanea);

2 spicchi di aglio;
 olio sale e peperoncino

Preparazione:

 Per la pizza: si porta ad ebollizione l’acqua con un cucchiaio di olio e sale, versare la farina di mais e farla cuocere per circa 40 minuti mescolando molto spesso. Successivamente versare il tutto in un tegame ben unto e mettere a soffriggere sul fuoco per circa 15 minuti per lato.

In alternativa mettere il tutto in un ruoto ben unto e cuocere in forno a 180 gradi per circa un’ora

 Per la verdura: Prima si fa bollire la verdura, poi si soffrigge in un tegame con aglio, olio, sale e peperoncino per circa 15 minuti.

Accompagnare infine la pizza di granone alla verdura

sabato 25 dicembre 2021

Palazzo De Giovanni di Santa Severina

Oggi fa angolo tra Corso Garibaldi e Piazza Orsini, mentre prima dei bombardamenti era il terzo palazzo, a destra salendo il Corso. Anche se fu costruito alla fine dell’ ottocento, spicca la sua linea neorinascimentale. Fu progettato dall’Architetto Enrico Satriani su commissione di Giovanni De Giovanni che sposando la Duchessa di Santa Severina, donna Maria Greuther, acquisì il titolo che in seguito fu trasmesso al loro figlio Nicola, che però non riuscì a conservare per molto tempo la proprietà del palazzo che fu acquisita dalla famiglia Napolitano che ebbe come massimo esponente l’avvocato Giovanni Maria.

Il palazzo si presenta con un grande portale sul quale spicca lo stemma della Casata



 


domenica 28 novembre 2021

Tozzola Bancone

  INGREDIENTI  750 g Farina, 500 g Zucchero, 50 g Miele , 10 grammi di cacao, 200 grammi di frutta secca (mandorle, noci, nocciole), 2 bustine di Pisto (cannella, noce moscata, chiodi di garofalo e coriandolo, 4 grammi di ammoniaca per dolci, 0,250 di strega, 1 buccia di arancia grattugiata.

GLASSA: 500 grammi di zucchero, 150 grammi di cacao, 0,200 di acqua

se piacciono palline arcobaleno

 

·          


PREPARAZIONE: Ridurre a farina la frutta secca nel mixer con lo zucchero.
Impastare tutti gli ingredienti insieme. Formare delle palline tipo gnocchi e mettere su teglia con carta forno e infornare a 160 x 10 minuti circa. Appena si staccano dalla carta sono pronti.
la per fare glassa, mescolare cacao e zucchero, aggiungere l'acqua e mettere su fuoco fino a formare tipo un caramello.lasciare raffreddare e versare sulle tozzole.

Decorare con confettini colorati (se piacciono)

 















martedì 2 novembre 2021

Alluvione del 2 ottobre 1949

 

 Alluvione del fiume Calore del 2 ottobre 1949

Alle ore 6,00 del 2 ottobre 1949  l’acqua aveva già invaso la parte bassa della Città, raggiungendo l’altezza di 11-12 metri sul livello normale  del fiume, raggiungendo la pensilina del “Supercinema” e sfiorando i primi piani delle abitazioni di piazza Bissolati, via Valfortore e viale ferrovia.

Sulle acque galleggiavano un’enorme quantità di relitti di ogni genere(alberi, masserizie, botti, carogne di animali, travi ecc.) trasportati all’impressionante velocità di circa 50 km orari.

Gli abitanti della zona bassa non avvertiti da alcuna segnalazione di allarme si svegliarono avvisandosi a vicenda e fuggendo terrorizzati ai piani superiori e sui tetti delle case, quando l’acqua già aveva invaso gli scantinati e cominciava a salire verso i primi piani.

Intanto la notizia della sciagura si diffondeva in tutta la Città. la costernazione che entrava nell’animo di tutti assumeva aspetti angosciosi in coloro che avevano i loro cari nella zona inondata. In ogni strada, in ogni vicolo di Benevento si svolgevano scene drammatiche di dolore e di ansie. Volti atterriti  e sfigurati.

La popolazione si riversava sul lato sinistro del Calore ove si offriva alla vista il terrificante spettacolo. Nella mattinata grigia e nebulosa una città intera rimaneva sotto l’incubo del disastro. L’acqua limacciosa con la forza viva della sua enorme massa provocava lesione e crolli di edifici, travolgendo e trasportando, per migliaia di metri attrezzature e materiali di ogni genere.









domenica 31 ottobre 2021

Villa Collenea-Isernia, detta villa Bice

 

Villa Collenea-Isernia, detta villa Bice

La villa risale  al 1804 come attesta l’anno inciso sul portale di travertino. Costruita in stile borbonico quale residenza per i mesi estivi ad uso della famiglia  del  conte  Bernardo  Isernia,  essa  fu  completata  dal figlio  Domenico  prima  di  passare  per  collegamenti  nuziali nelle  mani  dei  patrizi  beneventani  Collenea:  in  seguito  costoro ne presero anche titolo e cognome. A fine Ottocento, il conte  Liberatore  Collenea  Isernia,  per  festeggiare  la  nascita dei  figli  maschi  Raffaele  e  Luigi,  fece  piantare  sul  giardino prospiciente  due cedri  del  Libano che tuttora  svettano  altissimi  e  rigogliosi facendosi  sentinelle  del  complesso che  da allora  assunse  il nome  della sua sposa,  donna  Bice  Coscia dei duchi di Paduli.

La villa si sviluppa su due livelli. Il piano inferiore  è organizzato per i servizi comuni e per l‟intrattenimento degli ospiti (tra l‟altro esiste ancora una cappellina domestica, con altare  ligneo,  sul  passaggio  verso  il  giardino  interno).

Una maestosa  scala  in  travertino  conduce  ai locali  superiori ove sono  collocate  le stanze  per  le  dimore ed  i  servizi  dei  proprietari, singolarmente disposte a ferro di cavallo attorno ad un salone per  le  feste:  tutti  gli ambienti sono  decorati con parati di gusto francese e riquadri con scene mitologiche, accuratamente restaurati. Sul soffitto centrale figura un gustoso affresco,  purtroppo  di  autore  ignoto,sul Mito  di Proserpina figlia di Giove e Cerere. A lato dell’edificio principale, separato  da  un  orto  conchiuso,c’è un  fabbricato  rustico  ad  uso del guardiano e dei contadini di un tempo.